OPERAZIONI COLTURALI NECESSARIE PER L'APPLICAZIONE INTEGRALE DEL VS
Il VS può essere applicato per:
| riforestazione |
miglioramento dei pascoli |
coltivazioni agricole |
|
 |
 |
ripari frangivento.
I quattro tipi di intervento possono essere realizzati in modo integrato.
Premesso che:
- è molto importante coinvolgere le popolazioni locali per renderle partecipi e responsabili durante la fase delle lavorazioni, per la salvaguardia degli interventi per il periodo necessario al loro "insediamento" e per la gestione dei risultati ottenuti;
- il VS si basa sulla semina diretta di piante autoctone in quanto le piante da seme hanno la vigoria necessaria per autopropagarsi, il sistema radicale naturale non è mutilato e superficiale ed i semi che producono danno vita con facilità a nuove piante;
- attraverso la peculiare lavorazione del terreno il VS offre il massimo grado di efficienza nel primo anno di intervento e poiché gli spazi che devono essere trattati sono estremamente estesi l'intervento stesso non può né deve essere ripetuto nello stesso luogo.
Riassunto schematico delle fasi di una corretta e completa applicazione del VS nel campo della riforestazione e della costituzione di frangivento.
La scelta dei terreni per le lavorazioni si deve tener conto dei seguenti fattori
Pluviometria: occorre studiare i dati decennali delle piogge minime e massime per poter calcolare le distanze tra le linee di lavorazione e così raccogliere tutta la pioggia evitando erosioni. Maggiore è l'intensità delle precipitazioni, più vicine devono essere le linee di lavorazione.
Giacitura: dovrebbe consentire le lavorazioni in curva di livello a partire dal o dai punti più alti.
Dimensioni della zona da lavorare: data la velocità di avanzamento del trattore è conveniente avere tratte lunghe.
Compattezza e porosità dei terreni: danno indizi importanti circa la velocità di scorrimento ed assorbimento della pioggia.
Possibilità di ripristino di zone verdi preesistenti quali oasi, rive di laghi e fiumi, ecc.
Fertilità: informazione importante per stimare la percentuale di riuscita degli interventi.
Pietrosità: non deve affiorare la roccia madre e le pietre, ove esistenti, non devono avere dimensioni tali da causare danni alle gomme dei trattori ed agli aratri. Ciò si rivela particolarmente importante nei terreni sottoposti a disboscamento che si stanno laterizzando.
La raccolta dei semi e la loro conservazione
va possibilmente organizzata con le popolazione
locali.
- I semi devono essere raccolti dalle piante
più vigorose al momento della loro maturazione
e conservati in modo adeguato.
- Si consiglia l'acquisto dei semi mancanti qualora
la quantità dei semi raccolti non fosse
sufficiente per tutto il terreno lavorato oppure
se si desiderano propagare maggiormente specie
preesistenti che a causa del degrado ambientale
non vi sono più in numero sufficiente per
garantirne un'adeguata diffusione.
- La semina è facilitata ed ottimizzata
dall'uso del "tubo inseminatore". Questo
tipo di semina facilita l'interramento dei semi
e permette la nascita dei semi con ogni tipo di
pluviometria in quanto se le piogge saranno scarse,
nasceranno i semi nel fondo dei microbacini, se
abbondanti anche quelli nei lati.

- I pastori al momento opportuno possono far mangiare
alle capre e alle pecore i semi scrollandoli direttamente
dalle piante e raccogliendo lo sterco dal recinto
notturno. I semi che hanno attraversato lo stomaco
degli animali germogliano più facilmente,
restano protetti dagli animali (topi, uccelli,
ecc) fino all'arrivo delle piogge e lo sterco
costituisce un concime ideale per favorire il
rapido sviluppo delle piantine. Le "caccarelle"
contenenti semi sono ideali per essere distribuite
a spaglio nei microbacini e possono portare a
percentuali di attecchimento del 95% (Desertoverde.ch).
- Nel caso in cui la propagazione per seme sia
di difficile attuazione e si dovesse procedere
al trapianto, è sempre consigliabile l'uso
di piante molto giovani che subiscono meno gli
inevitabili stress e le mutilazioni insite nella
pratica. Sempre dove possibile, si proceda con
la semina della stessa specie accanto alla piantina
messa a dimora.

- Eventualmente seminare leguminose ed erbe particolari
all'interno delle semilune che aumentino la fertilità
del terreno e la qualità del pascolo.

- Eventualmente procedere allo sfoltimenti delle
giovani piante in soprannumero per evitare che
il numero troppo elevato di piante per ettaro
blocchi gli accrescimenti della foresta.
Interventi per mantenere i pascoli
I pascoli sono in rapido decadimento a causa della
diminuzione delle piogge, del sovraccarico di
bestiame per ettaro, dell'avanzare della desertificazione.
La disseminazione naturale è fortemente
ostacolata dal fatto che le essenze che li compongono
non riescono più ad andare a seme. Un intervento
assai importante sarebbe quindi quello di porli
in condizione di disseminarsi a rotazione impedendo
il pascolamento del bestiame prima della maturazione
dei semi. Ciò potrebbe ottenersi attraverso
il VS con la formazione sistematica di pascoli
arborei realizzati con le essenze localmente più
adatte allo scopo, che tagliati a rotazione nel
momento più opportuno per il rigetto delle
piante che li costituiscono, fornirebbero un supplemento
di alimenti alleviando il sovraccarico sui pascoli
stessi.
Occorre spiegare e trasmettere l'idea ai pastori
e verificare la possibilità di una pratica
diffusione in quanto non riteniamo che possano
esservi alternative valide.
