IL SISTEMA VALLERANI
(S.V.)
1.2 OPERAZIONI COLTURALI NECESSARIE
1. Semina col “tubo inseminatore” sui
lati e sul fondo della semiluna, nel solco aperto dal
ripper del DELFINO e sul fondo, sui lati e sulle divisioni
del solco del TRENO. Tale metodo di semina permette
la nascita dei semi con ogni tipo di pluviometria in
quanto se nella stagione le piogge saranno scarse,
nasceranno i semi nel fondo dei bacini, se abbondanti
anche quelli nei lati.
Il sistema di semina che prevede che l’uomo cammini
nel fondo del solco, getti i semi nel solco stesso
e poi li ricopra pestando e così compattando
il terreno, va abbandonato in quanto annulla una parte
importante del beneficio della lavorazione.
2. Sfoltimento delle giovani piantine in soprannumero
dopo la seconda stagione delle piogge, lasciando le
più vigorose e tagliando le altre a fior di
terreno se si vede che carpendole si “allenta” il
terreno alle migliori.
3. Un secondo sfoltimento sarà necessario quando
la pianta avrà raggiunto i 2-4 metri di altezza
per evitare, come quasi ovunque osservato, che il numero
troppo elevato di piante per ettaro blocchi gli accrescimenti
della foresta.
4.
Le piante da seme hanno la vigoria necessaria
per autopropagarsi in quanto il sistema radicale naturale
non è mutilato
e superficiale ed i semi prodotti o l’ apparato
radicale integro, danno vita con facilità a nuove
piante. Occorre però prestare la massima attenzione
al fatto che tagliando l’erba per evitare gli incendi
o per alimentare il bestiame, non vengano tagliate le
giovani piante necessarie per rimpiazzare le piante madri,
che, raggiunta la maturità e nel pieno della vigoria,
devono essere tagliate per fornire il massimo reddito.
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