IL SISTEMA VALLERANI
(S.V.)
1.4 NUOVE PIANTAGIONI CON SV
1. Si è già detto che per l’attuazione
di ogni nuovo intervento secondo le finalità delle
Tre Convenzioni delle Nazioni Unite la battaglia da
attuare non deve prevedere l’utilizzazione dell’acqua
di fiumi, laghi o falda per rivegetare le zone prescelte.
Sarebbe infatti un grave controsenso consumare acqua
in zone minacciate di desertificazione, con grave penuria
di tale risorsa, rischiando inoltre la salinizzazione
del terreno.
2. Le lavorazioni pertanto
devono consentire la cattura della maggior quantità possibile di acqua di
pioggia, porla in parte
a disposizione della nuova vegetazione e farne infiltrare
una buona parte nelle falde freatiche. Tutti gli interventi
devono essere attuati per quanto possibile in curva
di livello per
evitare che l’acqua scoli via durante le piogge,
provocando erosioni.
3. La velocità di
lavorazione e
la forma degli attrezzi svolgono pure un ruolo fondamentale
in quanto consentono la rottura del compattamento del
terreno, facilitando con ciò l’assorbimento dell’acqua
e l’ingresso delle radici.
4. Le lavorazioni non devono tenere in gran conto la
bellezza geometrica ma la
funzionalità e
la naturalezza, ed i contadini e i pastori devono
essere posti a conoscenza della ragione dell’intervento,
parteciparvi e divenire
protagonisti della difesa delle loro terre in quanto
custodi della terra dei Padri. Senza la meccanizzazione
introdottta dal S.V. mai l’uomo
con le sue forze avrebbe potuto combattere la desertificazione.
Altro fattore determinante per il successo dell’intervento è che
si tenga presente il fatto che l’intervento stesso
non può né deve essere ripetuto nello
stesso luogo in quanto gli spazi che devono essere
trattati sono estremamente estesi ed è nel primo
anno di intervento che il S.V. offre il massimo grado
di efficienza attraverso la peculiare lavorazione del
terreno.
Poiché il SV si basa sulla semina diretta,
una volta scelta le specie per attuare il rimboschimento,
si deve procedere alle prove di germinabilità per
determinare il numero di semi validi da interrare nelle
linee di lavorazione, onde evitare insuccessi che certamente
non sarebbero imputabili al Sistema.
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