1 - il sistema vallerani (SV)
1.1 - attrezzature
1.2 - operazioni necessarie
1.3 - gli ostacoli
1.4 - nuove piantagioni
1.5 - rimb. o frangivento
1.6 - interventi
1.7 - benefici ottenibili
1.8 - i metodi di LCD
1.9 - mantenere i pascoli
1.10 - conclusioni (parte 1)
1.10 - conclusioni (parte 2)

» Foto Delfino

» Foto Treno
» Link
» Riconoscimenti
» Galleria fotografica

 

IL SISTEMA VALLERANI (S.V.)

1.4 NUOVE PIANTAGIONI CON SV

1. Si è già detto che per l’attuazione di ogni nuovo intervento secondo le finalità delle Tre Convenzioni delle Nazioni Unite la battaglia da attuare non deve prevedere l’utilizzazione dell’acqua di fiumi, laghi o falda per rivegetare le zone prescelte. Sarebbe infatti un grave controsenso consumare acqua in zone minacciate di desertificazione, con grave penuria di tale risorsa, rischiando inoltre la salinizzazione del terreno.

2. Le lavorazioni pertanto devono consentire la cattura della maggior quantità possibile di acqua di pioggia, porla in parte a disposizione della nuova vegetazione e farne infiltrare una buona parte nelle falde freatiche. Tutti gli interventi devono essere attuati per quanto possibile in curva di livello  per evitare che l’acqua scoli via durante le piogge, provocando erosioni.

3.
La velocità di lavorazione e la forma degli attrezzi svolgono pure un ruolo fondamentale in quanto consentono la rottura del compattamento del terreno, facilitando con ciò l’assorbimento dell’acqua e l’ingresso delle radici.

4. Le lavorazioni non devono tenere in gran conto la bellezza geometrica ma
la funzionalità e la naturalezza, ed i contadini e i pastori devono essere posti a conoscenza della ragione dell’intervento, parteciparvi e divenire protagonisti della difesa delle loro terre in quanto custodi della terra dei Padri. Senza la meccanizzazione introdottta dal S.V. mai l’uomo con le sue forze avrebbe potuto combattere la desertificazione.

Altro fattore determinante per il successo dell’intervento è che si tenga presente il fatto che l’intervento stesso non può né deve essere ripetuto nello stesso luogo in quanto gli spazi che devono essere trattati sono estremamente estesi ed è nel primo anno di intervento che il S.V. offre il massimo grado di efficienza attraverso la peculiare lavorazione del terreno.

Poiché il SV si basa sulla semina diretta, una volta scelta le specie  per attuare il rimboschimento, si deve procedere alle prove di germinabilità per determinare il numero di semi validi da interrare nelle linee di lavorazione, onde evitare insuccessi che certamente non sarebbero imputabili al Sistema.